mercoledì 24 gennaio 2007

Sensazioni di una mattina di gennaio

Freddo. Tempo plumbeo. Cammini, cercando di non pensare. Guardando ciò che ti circonda. Macchine, traffico, la sporcizia sui marciapiedi. La gente. Tanta gente. Un soffio di vento gelido ti gela il volto. Rannicchi la tua faccia nel giubbotto e nel maglione a collo alto.

Metropolitana. Scendi le scale. Ti sembra di sentire il metrò che arriva. O che parte. Acceleri il passo, finchè capisci che non è il tuo binario. Ti appoggi al muro. Aspetti. Ti concentri sulla musica che proviene dagli auricolari. Segui le parole, il ritmo. Ti viene da cantare, ma eviti di farlo. Non sei in vena. Cerchi di non pensare, ma al tempo stesso di rimanere concentrato. Ti dici che hai già affrontato e superato situazioni peggiori. Che oggi è IL giorno. Un pò lo fai anche per convincertene. Ma non ha importanza, oggi.

Arrivi alla tua fermata. Il cielo sembra mantenere, anche se le nubi si sono addensate. Poco dopo inizi a sentire la grandine che cade attorno a te. Tic. Tic. Tic. Apri lo zaino e prendi l'ombrello. Si alza il vento. La grandine aumenta d'intensità. Cerchi un riparo. Niente. Avanzi il passo mentre lotti con l'ombrello che si è alleato col vento. Ti senti come un esploratore. O come una spia infiltrata in una base nemica. Ti muovi velocemente e silenziosamente in un paesaggio che d'un tratto ti appare surrealmente deserto. Intanto continui a non pensare. Ci provi. I pensieri vanno e vengono veloci, come le gocce di grandine che cadono su di te.

Senti il freddo che avanza. I pantaloni zuppi d'acqua. I tuoi capelli anche. Ma sopporti. Sublimi e incanali la tua rabbia affinchè alimenti la tua determinazione. Oggi non si scherza, no. La tua mente è focalizzata su due concetti. Uno, il rimanere concentrati e con la grinta giusta.

L'altra è aver fiducia nei propri mezzi. Anche se si tratta di improvvisare.