domenica 13 giugno 2010

Se telecomando...

Dall'articolo del Corriere:

«C'è una comunicazione che considero del tutto impossibile nei pollai allestiti in alcune trasmissioni dove si fa solo diffamazione e disinformazione a vantaggio di una stessa parte politica che è la sinistra» ha detto il premier, rispondendo a chi gli chiedeva perché non pensasse a tornare in tv.

Su questo ha ragione. Gli ospiti del suo partito dovrebbero essere più educati, quando vanno in onda. Ma poi finirebbero per far capire ciò che dice il loro interlocutore.


«La sinistra continua a ripetere come un mantra che il presidente del Consiglio controlla tutte le televisioni», ma in Rai «tutti i talk show tranne uno sono contro il premier e il governo» ha aggiunto Berlusconi, citando «validissimi professionisti come Michele Santoro, Giovanni Floris o Gad Lerner, che però - è l'affondo del presidente del Consiglio - con i loro talk show finiscono sempre con il fare un tipo di informazione di tipo esclusivamente ideologico». Quanto a Mediaset, il capo del governo ritiene che, a parte Emilio Fede «l'ultimo dei Mohicani che fa il tifo per me», tutte le altre trasmissioni sono assolutamente «super partes».

Non ricordavo che sul contratto di servizio della Rai fosse scritto che deve obbligatoriamente essere filo-governativa. E poi mi chiedo chi sia quell'unico strenuo sostenitore del premier: Minzolini o Vespa? Ma visto che parla di talk-show sono quasi certo si rivolga al primo.

(Certo, le trasmissioni delle reti di cui è presidente sono super-partes. E' come dire che gli esponenti della maggioranza sono liberi di criticare il proprio governo. Vedi alla voce "Fini". Vedi anche alla voce "Italo Bocchino")

Ma ripensandoci, ha ragione: sono super-partes. Nel senso che non si occupano proprio di informazione. Vedi alla voce "Studio Aperto". L'affermazione su Fede è commovente, lo ammetto. Ma mai quanto la sua risposta:


«È in un certo senso un'affermazione che mi mette malinconia - ha replciato il diretto del Tg4 - in quanto essere l'unico non mi piace, perché è una vita che faccio il giornalista. Sarebbe più bello che in Italia si tornasse fare un tipo di informazione diversa, meno faziosa. Vorrei che i professionisti tornassero a fare quello che se vogliono sanno fare meglio e non limitarsi a dare giudizi o emettere sentenze solo ed esclusivamente a danno del premier e del suo governo» ha spiegato Fede.

Ahhh, l'amour. E ha ragione, sarebbe bello se anche i professionisti del giornalismo potessero fare il proprio lavoro. Come Fede fa il suo.