giovedì 24 giugno 2010

Dobrý deň , Taliansko.

"Finisce l'era Lippi". Così i telecronisti della RAI hanno sentenziato alla fine dell'ultima partita disputata dalla nazionale italiana. E probabilmente non c'è un termine più appropriato.

Brevi note sulla partita: visto l'obiettivo passato da "arrivare più in avanti possibile" a "arrivare ad uscire con dignità contro l'Olanda agli ottavi", le aspettative erano basse. Tuttavia, si è rivelata molto furba - per gli Slovacchi - la tattica di scendere in campo solo nel 2° tempo, visti gli evidenti limiti atletici mostrati dalla nazionale nelle scorse partite, tali da far sembrare che al posto del Paraguay ci fosse l'Argentina.

Incomprensibile (e dettata da chissà quali ragionamenti) la scelta di tenere in panchina e far entrare solo in un secondo, tardivo, momento il blocco partenopeo Maggio-Quagliarella, tra i più in forma dei 23 convocati, che hanno fatto poi molto in campo, soprattutto quest'ultimo, gol a parte.

Il fatto più grave, poi, è che è lapalissiano come l'Italia non abbia una-idea-una di gioco che non sia "palla a Pirlo e speriamo". Vd. le dieci piccole differenze tra il primo e il secondo tempo, quando rispettivamente non c'era o c'era.

Su Cannavaro ho già detto tutto. Per chi cercasse altri insulti, si guardi il 1° o il 3° gol della Slovacchia. E no, quello che corre a millemila l'ora non è Messi, Cristiano Ronaldo o lo stesso Hamsik. E' Kopunek, un Carneade qualunque. Ma sufficiente per la (scarsa) difesa italiana.

A questo punto starà a Prandelli, uno che con giocatori giovani ha sempre fatto benissimo, formare un nuovo gruppo. Possibilmente con l'aiuto delle squadre della Serie A (vero, Inter?)