giovedì 14 giugno 2007

Precisazioni

Dal blog dell'ottimo Paolo Attivissimo, precisazioni sull'appello circolante per fermare quello schifo denominato "Boy Love Day" (articolo completo qui)

L'indirizzo di e-mail in questione appartiene al quotidiano E Polis, disponibile nelle edicole e online; sul suo sito si promuove qui la raccolta di adesioni in termini piuttosto differenti da quelli dell'appello circolante: per esempio, nell'iniziativa originale di E Polis non c'è alcun suggerimento di "firmare" a nome di parenti e amici, per ovvie ragioni.

Ho contattato ieri la redazione di E Polis, che ha spiegato che la notizia del "Boy Love Day""un esame razionale della pedofilia" e (stando a quanto mi viene indicato) non ospita immagini pedofile. Non si tratta, quindi, di un'iniziativa di massa come potrebbe sembrare: di conseguenza, come avviene spesso in questi casi, la campagna antipedofilia rischia di trasformarsi in pubblicità involontaria proprio per i siti che vorrebbe boicottare.

Lo scopo dell'iniziativa di E Polis, infatti, è sensibilizzare l'opinione pubblica e invitare con forza le autorità a oscurare i siti promotori della presunta "giornata di orgoglio". Il problema, come del resto sottolineato dalla redazione di E Polis, è che gli aspetti tecnici di un oscuramento di un sito Internet non sono banali e le relative questioni di diritto sono altrettanto complesse: infatti finché questi siti non commettono reato (e la discussione, su qualsiasi argomento, non è reato), non ci sono le basi legali per oscurarli. Anzi: c'è il rischio di un effetto boomerang che consentirebbe a questi siti di dichiararsi martiri e perseguitati in violazione del diritto democratico ad esprimere le proprie opinioni.

Come già discusso in occasione di altre petizioni analoghe e come confermato da E Polis, la validità legale di "firme" raccolte in questo modo è nulla. Non sono firme: sono soltanto delle adesioni, sulla cui autenticità, oltretutto, non c'è alcuna garanzia. Si tratta soltanto di una campagna di sensibilizzazione. In questo senso, quindi, il testo dell'appello via e-mail è completamente fuorviante.