venerdì 1 giugno 2007

E invece no

Colpo di scena durante la messa in onda del contestato programma Endemol
nel quale una malata terminale si era detta disposta a donare il proprio organo

"Una burla, per sensibilizzare"

Il conduttore: "Volevamo solo far capire quant'è difficile trovare un donatore"

Ci ero cascato. Anch'io, alla lettura di quest'articolo ero inorridito non poco. Quanto basta per esprimere il mio dissenso in questo piccolo spazietto che mi sono ritagliato sulla grande rete. D'altronde il tema era forte: con tono bacchettone potrei dire Mai la tivù aveva osato tanto.

Invece no. Dirò piuttosto che, se per ora si è trattato solo di uno scherzo forte, provocatorio almeno quanto giusto era lo scopo verso cui volevano sensibilizzare l'opinione pubblica, ho il timore che nel giro di qualche anno non possa essere più così. Ogni anno si dice che il genere "reality show" - che poi ha dimostrato che tanto reality poi non è - è bollito, finito, si raschia il fondo del barile. Il che è anche vero in molti casi (qualcuno sta pensando ad Uno, Due, Tre...Stalla? Non credo, non se l'è filato nessuno). Ma poi porta comunque a casa i suoi bei milioni di spettatori, e tutti contenti. I protagonisti, per avere ottenuto il loro quarto d'ora di fama. Gli sponsor, che han potuto proiettare nelle case i loro spot e pubblicizzare i loro prodotti. Conduttore/rice e staff, che sia andato tutto bene.

E gli spettatori?