giovedì 7 dicembre 2006

La felicità è un telecomando bianco. Attaccato ad una console

Oggi ho avuto modo di provare una delle console next-gen che si contenderà il mercato videoludico. Come si può evincere dal titolo, parlo dei Nintendo Wii.

Devo ammettere che, delle tre contendenti, questa è quella che mi incuriosiva di più: la scelta di puntare, più che su una potenza grafica impressionante (vd. Xbox 360 o, meglio ancora, PS3), su un nuovo modo di concepire il verbo "giocare" - rappresentato dall'usare una specie di telecomando al posto di un pad tradizionale - poteva rappresentare un punto di svolta, una ventata di freschezza nel panorama videoludico che negli ultimi anni ha iniziato a stagnare.

Quindi tutto rose e fiori? Quasi.

Per quanto strano possa sembrare - e per i primi secondi lo è, fidatevi - il tutto diventa davvero intuitivo pochi istanti dopo. Usare il telecomando per navigare tra i canali internet messi a disposizione (la Virtual Console - d'ora in poi abbreviata VC - è un must per quelli come me che vivono con gli emulatori delle vecchie console) o per fare qualche tiro a golf, tennis o bowling è davvero facilissimo, e per giunta realistico.

Punti negativi? Semmai qualche "seccatura": al lancio non c'è questa grandissima scelta (ma è un problema di tutte le console appena nate); l'assenza di Mario personalmente si fa sentire (gli unici giochi dell'idraulico più famoso del mondo attualmente disponibili dalla VC sono Mario Bros. e Super Mario 64...carini, si, ma dove sono Super Mario Bros., Super Mario Bros. 3 e Super Mario World? Meno male che almeno c'è Sonic); il prezzo dei giochi della VC acquistabili è mal calibrato (10€ per un gioco del Nintendo 64 mi va anche bene, ma 5€ per un gioco del Nintendo 8-bit mi sembrano un pò troppi).

PS. Wikipedia, cosa farei senza di te? :)