domenica 3 agosto 2008

Funny Games, il film che "vorrebbe ma non"

Mah. Questa è l'espressione che continua a ripetersi nella mia testa dalla fine del film.

Che voglia essere una spettacolarizzazione della violenza, più psicologica che fisica, una sorta di contro-documentario è chiaro. Che il film mantenga un suo apprezzabile stile (tempo che sembra volutamente dilatato, contrasti di luce tra le tinte chiare dei vestiti dei sadici e quelle scure delle loro vittime) pure.

Allora cosa non mi è piaciuto? Perchè non me la sento di dare a questo film più di TreStelle?

Vediamo: i due sadici vorrebbero fare il verso all'Alex DeLarge di Burgess (o Kubrick), ma in realtà risultano soltanto irritanti, privi del carisma o dell'analisi del personaggio di Arancia Meccanica. Poi la trama, o meglio non-trama, che prende forzatamente alcuni binari piuttosto che altri (*** SPOILER *** se il cellulare è scarico, e vuoi chiamare aiuto, perchè non andare a prendere il caricabatterie o l'altro cellulare in auto, piuttosto che avventurarsi a notte fonda per le strade alla ricerca di un improbabile aiuto, col rischio di farsi beccare?), risultando ridicola e/o *yawn* noiosa in qualche punto.

Menzione per le interpretazioni di Tim Roth e Naomi Watts, davvero eccezionali. Mezzo punto del globale è per loro.

Voto: TreStelle (su Cinque)