sabato 30 gennaio 2010

Danzando pacchianamente tra montagne volanti - parte 1

(ovvero due recensioni sugli ultimi due film visti)

Cominciamo con... Avatar, di James Cameron, 2009

Film iper strombazzato (il che ha attivato il mio istinto filmofilo per una potenziale cazzata) per la rivoluzionaria tecnica utilizzata durante le riprese (un misto di motion capture e computer grafica girato con una sorta di "telecamere stereo". E aggiungerei "con posterdati come fosse antani per due ma soltanto in quattro").

Analizzando il film per ciò che è, in sostanza si rivela la fiera delle citazioni, come evidenziato più in dettaglio qui, a cominciare da tutti i lavori di Cameron (e sapendo quanto sia leggerissimamente esaltato non meraviglia. Per quanto, vista la sua filmografia di successo, ne ha pure ben donde ad esserlo. Tra l'altro ho trovato geniale la citazione da Titanic), finendo poi per "prendere (MOLTO) spunto" da vari film che hanno principalmente a che fare con l'incontro-scontro tra due razze diverse, iniziando con Pocahontas (c'è anche un simpatico meme in giro per internet a riguardo) e finendo con Balla coi Lupi (i geniali Matt Stone e Trey Parker, gli autori di South Park, non per nulla l'hanno parodiato in una delle ultime puntate trasmesse negli States, chiamandolo "Balla coi Puffi").

Quindi la storia è piuttosto esile? Si. E' inutile girarci intorno parlando di "conoscenza dell'uomo", di "analisi dei personaggi" e quant'altro. Se uno ha un minimo di conoscenza del cinema, può anticipare i vari colpi di scena. Il che non è propriamente bello, avendo anche speso un biglietto maggiorato per andare a vederlo.

Ma uno va a vederlo anche, o principalmente come nel mio caso, per ammirare questa rivoluzionaria tecnologia utilizzata. Che sia diversa dal 3D utilizzato finora in questo revamp dell'uso del 3D, è certo. Spiegazione pratica: invece di avere l'effetto "libro animato per bimbi", con varie figure sagomate che si muovono a profondità diverse, si ha una commistione dei vari piani di profondità (vd. parallasse) molto molto migliore, il che dà effettivamente una resa di profondità e penetrazione superiore ad altre produzioni (dove l'effetto principale era "roba che esce dallo schermo e ti arriva addosso").
Spiegazione nerd: il 3D "tradizionale" è Doom, se guardando un nemico ruotate su voi stessi notate che il nemico è una sagoma bidimensionale; il 3D di Cameron è Quake, ruotando su voi stessi vedete che i nemici sono anch'essi in 3D e quindi ne consegue una sensazione di realismo maggiore.

(Nota di intermezzo: questa storia della nuova sensazione di profondità percepita, unita alle varie trovate pubblicitarie per far parlare del film, tipo l'accusa di plagio da un cartoon sconosciuto, o le sindromi delusionali e depressivi dopo la visione del film per non essere più sul pianeta Pandora, ha di fatto creato il leit-motiv utilizzato prima, durante e dopo la visione del film da me e dai compagni cinefili: "Com'è profondo!")

E' un dato di fatto che l'industria del cinema abbia intrapreso questa nuova-vecchia strada del 3D da tempo, affiancandola anche a molte produzioni di valore (mi viene in mente l'ottimo Coraline) che potrebbero essere girate tranquillamente in 2D. E questo Avatar non fa eccezione. Perché si fa ciò? Per due motivi: l'industria del cinema è un pò in crisi d'idee, partendo da premesse dubbie per tentare qualcosa di nuovo (il film sul "Monopoli"?! Il film su "Battaglia Navale"?! Il film su FACEBOOK?) o producendo svariati remake-trattino-reboot di franchise diventati di culto (i recenti remake di Texas Chainsaw Massacre, Halloween e quelli prossimi di RoboCop (brrr), La Cosa (senza Carpenter! Ma scherziamo?) o A Nightmare on Elm Street (interessante la scelta di Rorschach per sostituire Robert Englund)). Quindi, in un periodo di crisi economica, c'è bisogno di uscirsene con "qualcosa" che renda l'esperienza di un film visto al cinema irripetibile in altri contesti, per es. a casa. Ossia prendere una tecnologia vecchia e non perfettamente funzionante (il 3D originale generava mal di testa dopo un pò che si indossavano gli occhiali) e ottimizzarla alla luce delle scoperte scientifiche e tecnologiche degli ultimi 20 anni. Poi è chiaro che Cameron, "perché è Cameron", abbia dovuto metterci del suo (per i compartenopei, leggasi "Cameron adda semp' mettere a'copp").

Conclusione, il film è una ciofeca? No. La storia, per quanto "molto già vista", risulta comunque solida ed efficace nel rendere il film seguibile senza cali di noia. Il che con 2 ore e 40 di girato, durata standard di quasi tutti film di JC, non è da tutti. E' da andare a vedere? Si. Perché, a meno che lo sviluppo di supporti e televisori per il 3D non sarà una cosa rapida ed economica, il film visto su dvd perderà una delle cose principali che lo rendono appetibile (se non ci credete, vedete i vari trailer in giro per la rete. In 2D sembra un film qualsiasi). Molto probabilmente vincerà anche una carrettata di Oscar, tra cui si vocifera quello per Miglior Attrice a Zoe Saldana (che recita solo nei panni di aliena, quindi sarebbe una novità per l'Academy premiare un artista per un lavoro di recitazione "mascherato" dall'uso del computer) in parte grazie anche ai vari record di incassi battuti (tra cui l'osannato Il Cavaliere Oscuro). Ma per i miei parametri non me la sento di chiamare "capolavoro" un remake in HD con efficaci tecnologie innovative di Balla coi Lupi con un pò di Pocahontas.