giovedì 17 luglio 2008

L'articolo del giorno

da Repubblica.it:

Non è cambiato, ma nemmeno un po' e proprio in nulla. Silvio Berlusconi mantiene se stesso uguale a se stesso, nel tempo, nei luoghi, nelle situazioni: sugli eterni temi della giustizia, l'ossesione dei giudici, inseguendo il mito dell'io-faccio-quindi-sono-bravo. Il Caimano diventa Statista e viceversa, due tocchi, oplà, stravolgimenti così repentini che neppure Superman-Clark Kent.

Ordunque, oggi è stata la giornata del "oh come sono bravo" variante del "come me nessuno mai", manifestazioni di un misto di gelosia, invidia e bisogno sfrenato di sentirsi il migliore. In tutto. E di piacere, a tutti.

Da un po' di tempo, ad esempio, Berlusconi sente il fiato sul collo di Nicolas Sarkozy, più giovane di lui, più belloccio di lui, tombeur des femmes più di lui tanto da sposarsi Carla Bruni. Alto come lui ma negli indici di gradimento popolari Messieur le President sembra piazzato meglio. Ci manca solo che l'inquilino dell'Eliseo lo possa incalzare in politica. La Francia adesso è alla guida del semestre europeo e l'attivismo di Sarkò si è fatto subito sentire: il congresso Euromed per unire le risorse dei paesi che affacciano sul Mediterraneo; l'aut-aut all'Irlanda sul carta europea-Trattato di Lisbona. Senza contare quello straordinario momento mediatico che è stata la liberazione di Ingrid Betancourt.

Così da un paio di giorni Berlusconi si lancia in sfide, confronti e paragoni eccentrici. L'altro giorno ha "rinnovato" in diretta tivù l'incarico per un secondo mandato al presidente della Commissione Ue Manuel Barroso. Stamani, ospite del convegno della Fondazione Medidea del senatore Pisanu, ha messo le cose in chiaro con Sarkozy. "Dopo questo incontro - dice il presidente del Consiglio - avrò un piacevolissimo appuntamento con il primo ministro della Libia e con il ministro degli Esteri. Lo sottolineo anche perchè ciò ci conferisce una superiorità rispetto a Sarkozy che non è riuscito ad avere il governo libico come ospite nella conferenza Euromediterranea di Parigi".

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Il resoconto stenografico della giornata segnala anche il paragone, fatto da Berlusconi, tra il ministro Mara Carfagna e Santa Maria Goretti ("Presidente, accetti un consiglio, scherzi pure con le Fante, ma per favore lasci stare le Sante" è l'invito di Rosy Bindi) e uno strafalcione di latino. Parlando del muro contro muro con la Lega sulle priorità del governo - la giustizia per il premier, il federalismo per il Carroccio - il Cavaliere ha rassicurato tutti. Nessun problema, e quando mai. "Simul stabunt, simul cadunt" dice il premier sfoggiando il latinorum, "insieme staranno così insieme cadranno" nel senso che non ci saranno modifiche nè problemi tra Pdl e Lega. Però ha sbagliato la declinazione del verbo cadere, ha usato cadunt invece di cadent. Lo stesso errore che fece Craxi, anni fa. Ma allora c'era Natta, segretario del Pci, e la correzione arrivò seduta stante.

Cosa avrà galvanizzato il Cavaliere? Forse l'acquisto di Ronaldinho da parte del Milan, per altro da me pronosticato un anno fa? L'annuncio che da settembre partirà una riforma completa della giustizia (dal titolo "Chi mi processa è un ladro o una spia")? O forse l'annuncio che Napoli è (secondo lui) finalmente libera dalla monnezza?

In quanto all'ultimo avviso, domattina potrò constatarlo di persona con un metodo empirico: controllare se il cumulo di monnezza che da giorni settimane staziona dinanzi al CNR sarà sparito.