lunedì 9 giugno 2008

Olanda-Italia: curiosità, opinioni e pinzellacchere a caldo

Segnali che la figura da peracottai (ricordo, Olanda-Italia 3-0) era preannunciata

- da giorni varie testate giornalistiche e televisive cercavano tutti i possibili segnali benauguranti per la partita, tipo che da 'tot' anni l'Olanda non batteva l'Italia, passando per i segni zodiacali (!!!) dei giocatori e degli allenatori e probabilmente analisi delle viscere, degli antenati (o delle viscere degli antenati, senza virgola) e di fondi di caffè assortiti

- Van Basten, l'allenatore dell'Olanda, trattato come un cialtrone

- poco prima della partita, il sottosegretario alla Cultura (credo almeno fosse lui) ha dichiarato ai microfoni di Rai Sport che il presidente Silvio Berlusconi aveva telefonato a Donadoni e ai giocatori per augurargli in bocca al lupo e dando la giusta carica alla squadra (questo mi ha riportato alla mente alcuni precedenti del Milan, uno contro il Deportivo (dove, forti di un 3-0 in casa, venimmo eliminati poco dopo le dichiarazioni entusiastiche di Silviuccio), e un'altra la maledettissima finale di Istanbul contro il Liverpool).

- la difesa olandese vista come uno dei punti deboli della formazione (ricordo che -anche per demerito degli zombi italiani- non ha subito alcun gol)

La partita riassunta in poche righe

Formazione fatta col Subbuteo. Svariati zombi disorientati in campo. L'unico schema di gioco era "lanci lunghi per Toni" (peccato che gli olandesi non siano proprio dei nanetti, qualcuno doveva ricordarlo a Donadoni). Gente più in forma (De Rossi, Del Piero) in panchina a far la muffa, per lasciar spazio ad un Gattuso a mezzo servizio, ad un Pirlo che sembrava ad un veglione, e ad un Materazzi che, complice l'ebbrezza dei due scudetti consecutivi misteriosamente vinti dall'Inter
(serie positiva che è giunta a conclusione col ritorno a decisioni tipiche 'da Inter'...ma è un'altra storia) ha dimenticato quel poco che sapeva di gioco del calcio dai tempi di Perugia.

Insomma, l'Italia campione del mondo sembrava la Longobarda di Oronzo Canà. Senza Aristoteles.

C'è di buono che la Romania e la Francia viste oggi in uno scialbissimo zero a zero sono praticamente più zozze di questa Italia. Di cattivo c'è che se non si cambia qualcosa (tipo la formazione, gli schemi, alcuni uomini) e non battiamo i romeni venerdì praticamente andiamo già a casa, come 4 anni fa.