venerdì 2 maggio 2008

Punti di vista

Ieri la puntata di Annozero è stata funestata dal solito comportamento di Sgarbi, così pronto al dialogo, al confronto aperto, cordiale. Comportamento, sia chiaro, utile ad una sola cosa: a non far capire nulla di quello che si sta dicendo. Un pò come i programmi della De Filippi.





Oggi vado a spulciare il sito delle Adnkronos come sempre nel mio solito giro quotidiano e leggo che Petruccioli ha attaccato Santoro per la puntata di ieri, poichè "ha di nuovo messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché a una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili".

"Per la mia funzione e personalmente - prosegue Petruccioli - ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto - di fatto - della Tv Pubblica a Terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente"

Ditemi se sbaglio: le opinioni espresse nel video di Grillo sono opinioni DI Grillo, e non di Santoro, nè tantomeno della RAI. Quindi se Veronesi, Napolitano o gli altri fanculizzati da Grillo negli spezzoni del V2-Day mandati in onda si sentissero offesi dagli "aggettivi" loro dedicati, querelerebbero Grillo, mica Santoro, la Rai o altri. Se un amico mi riferisce un insulto che una persona mi ha riferito, io me la prendo con chi mi ha insultato, mica con chi mi ha riportato l'insulto perchè "non deve".

Un programma di informazione anzitutto dovrebbe informare, raccogliendo i fatti, in questo caso riportando quanto detto da Grillo (come è stato fatto), e poi se ci sono commenti da fare, ognuno diventa responsabile di ciò che dice, come rimarca anche Santoro nel 2° spezzone. Che senso ha "evitare che in futuro qualcosa del genere possa non ripetersi"? Allora si ritornerà alla censura? Ad una struttura che filtrerà alcune notizie, solitamente quelle che possono causare imbarazzo o risultano scomode?

Non giriamoci attorno: il problema principale è stato dar visibilità a Grillo, che, in quanto personaggio scomodo bipartisan, è bene censurare e dargli pochissima importanza se non nulla. Com'è stato fatto finora per le due manifestazioni di piazza, i due V-Day, com'è stato fatto con la sua partecipazione e il suo discorso all'assemblea degli azionisti
Telecom (mandata in onda solo da Striscia la Notizia, se ben ricordo).

Certo è che se l'anno prossimo non ci sarà di nuovo una trasmissione con Santoro, non avrò molti dubbi sul perchè.

E in conclusione, la comica finale: "
Contro Santoro si è scagliato anche Vittorio Sgarbi: "Ha concesso a Beppe Grillo di avere un megafono di milioni di telespettatori che hanno ascoltato i suoi insulti. Santoro non ha preso adeguatamente le distanze da quegli insulti senza possibilità di replica". E chiede all'autorità Garante di ''prendere provvedimenti e sanzionare'' il giornalista.

Sgarbi sta inoltre valutando di esporre querela contro Travaglio, lui che ieri in studio ha insultato Travaglio dandogli del ''bugiardo'' per la questione della 'cacciata' di Enzo Biagi ed è arrivato al punto di apostrofarlo con ''pezzo di merda''."

Guardando i filmati, non posso non chiedermi: per cosa Sgarbi dovrebbe querelare Travaglio? Per aver tentato di esprimere opinioni diverse dalle sue? Perchè non rispondeva, signorilmente, alle urla e agli insulti di Sgarbi? Perchè non si è messo al suo livello? Mah. Dubito che la querela scatterà effettivamente.

Sgarbi è sicuramente una persona di cultura, ma quando si lascia andare a questi comportamenti litigiosi (spesso per soldi, come fece capire ad una intervista delle Iene) si rende incredibilmente ridicolo, per non dire patetico.